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Liefkozingen / Des caresses

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Culture
Location type: Culture
Location address: 1000, Brussels, 3, Regentschapsstraat / rue de la Régence
Numero di testi: 1
3 stars
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SYMB 6009
Su uno sfondo marmoreo con un paesaggio antico di colore rosso, un androgino si piega delicatamente verso la carezza di una sfinge dal corpo di ghepardo, con una morbidezza tutta femminile. Gli occhi dell’androgino guardano senza vedere, come in un sogno.
Onnipresente nell’opera di Khnopff, il tema dell’androgino precede di gran lunga l’impegno del surrealismo nei confronti di questo importante e fondamentale mito. Khnopff interrogato sulle sue intenzioni, rispose che il quadro del ghepardo era molto meno mistico di quanto non si credesse. Non è altro che un’allegoria. L’uomo si trova davanti a una scelta: il piacere o la potenza.
Nel Medio Evo il leopardo era uno dei simboli della voluttà. Ma quello nel quadro, d’altronde, non è un leopardo ma un ghepardo che tra gli animali selvaggi è il più rampante, il più simile al serpente come spiegava lui stesso, precisando di non averlo scelto per le sue qualità mistiche ma solo per motivi di plasticità. Sappiamo che la donna gioca un ruolo importante nel simbolismo belga perché incarna in se stessa tutta la dualità e l’ambiguità del mondo.
Khnopff e Rops sono tra i simbolisti del nostro paese quelli che meglio hanno afferrato ed espresso il suo mistero. Per Khnopff, la donna è di volta in volta angelo, musa, amica. Ma è anche tentatrice, femme fatale e perversa, simbolo stesso del Peccato supremo. In ‘Des caresses’, Khnopff rappresenta questa bellezza misteriosa. Ma la donna si vende e il suo padrone è Satana.
E’ questo, secondo Félicien Rops, ciò che la donna rappresenta in tutta la sua opera. E’ la donna divoratrice e anche la morte. Il confronto tra l’androgino e la sfinge in un paesaggio immaginario, popolato di colonne azzurre e iscrizioni cabalistiche che evocano vagamente i geroglifici, sono elementi da decriptare. Simbolizzazione del potere, del dominio, della seduzione?
Non si tratta piuttosto dell’immagine dello stesso Khnopff, messo di fronte al suo riflesso, la sorella Marguerite, musa inaccessibile? Forse anche l’eterna visione di Edipo e della sfinge? L’opera ci pone continue questioni e non smetterà mai di farlo (da Gisèle Ollinger-Zinque, in catalogue ‘Fernand Khnopff (1858-1921), Bruxelles, MRBAB, 2004, p. 236-237)
Translation by : Maria Carla Chirulli (2010)

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