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Porta Pinciana

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Pubblico | FranceseIngleseOlandeseTedesco

Risorsa: Joris

Il suo nome deriva dalla Gens Pincia che possedeva il colle omonimo. Anticamente ebbe anche il nome di Porta Turata, perché murata, e Porta Salaria Vetus, perché da qui usciva la più antica via Salaria che, poco più avanti, si congiungeva con il tracciato della via Salaria Nova. La tradizione popolare medievale le assegnò anche il nome di “Porta Belisaria”: secondo una leggenda, infatti, il generale Bizantino Belisario, ormai vecchio e cieco, mendicava nei pressi della porta, alla cui destra era ancora visibile, all'inizio del XIX secolo, una scritta graffita, ora scomparsa, in caratteri medievali: ”Date obolum Belisario”. La storia è del tutto falsa, anche perché Belisario morì in ricchezza. L'unico elemento che potrebbe giustificare il nome è dato dal fatto che Belisario aveva forse il suo quartier generale nei pressi della porta.
Fu realizzata dall'imperatore Onorio nel corso del restauro operato nel 403, ingrandendo la preesistente posterula di epoca aureliana e realizzando le due torri laterali a base semicircolare. La paura delle invasioni barbariche era tale che Onorio provvide a rialzare l'intera cinta muraria ed a rinforzare le torri e le porte; quelle prive di torri difensive, come appunto la Pinciana, l'Asinaria e la Metronia, ne furono provviste e vennero allestite merlature e posti di guardia. La porta Pinciana passò così da un ruolo di passaggio di terz'ordine ad una posizione di estrema importanza strategica, posizionata com'era in cima al colle: il suo unico arco in laterizio, collocato a metà fra due dei tanti contrafforti quadrati che sporgevano dalle mura, venne ampliato e rinforzato, e furono aggiunte le due torri cilindriche ai lati, stranamente asimmetriche. L'arcata originaria, in travertino, è tuttora esistente.

Risorsa: Wikipedia.org

Diritti d'autore: CC 3.0

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Roma
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