Biblioteca Ambrosiana

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Diritti d'autore: CC 3.0

Federico Borromeo (1564-1631), cardinale arcivescovo di Milano, durante i soggiorni a Roma tra il 1585 e il 1595 e dal 1597 al 1601, maturò l’idea di un’istituzione culturale di alto livello artistico, letterario e scientifico, « per un servizio universale » a gloria di Dio e per la promozione integrale dei valori umanistici. Rientrato a Milano inviò emissari a raccogliere manoscritti e stampati da ogni parte del mondo e pose mano alla costruzione dell’Ambrosiana, affidandone l'edificazione a Lelio Buzzi e Francesco Maria Richini nel 1603, e nel 1611 a Fabio Mangone, che aggiunse all’edificio della Biblioteca anche i due saloni per l’Accademia e le raccolte d’arte. Tra il 1826 e il 1836 Giacomo Moraglia sull’area della preesistente chiesa di S. Maria della Rosa realizzò il cortile neoclassico e rovesciò l’ingresso sul lato nord, incorporando anche l’aula rinascimentale della Confraternita del Pio Istituto di Santa Corona. Nel 1923 il cortile neoclassico fu trasformato nella Sala di lettura attuale, e nel 1928 fu annesso all’Ambrosiana l’edificio appartenente agli Oblati fondati da san Carlo Borromeo, con la chiesa di S. Maria Maddalena al Santo Sepolcro di origini millenarie, antecedente la prima Crociata. Dopo i bombardamenti del 1943 i lavori di ripristino furono affidati a Luigi Caccia Dominioni. Dal 1990 al 1997 sono stati eseguiti lavori di restauro e ristrutturazione realizzando un ammodernamento completo di quasi tutti gli ambienti, grazie al contributo di Cariplo, poi Intesa-Bci.

Risorsa: Wikipedia.org

Diritti d'autore: CC 3.0

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Milano
Italia

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