Museo delle navi romane di Nemi

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Risorsa: Pippo-b

Diritti d'autore: CC 3.0

Nessun autore dell’antica Roma ha mai parlato delle navi. Se ne supponeva l’esistenza perché, già nel medioevo, accadeva che,di tanto in tanto, venissero pescati alcuni reperti archeologici. Si fecero diverse ipotesi sia sull'esistenza delle navi che su chi le avesse volute finché, tra i diversi reperti pescati, comparvero le così dette fistulae aquariae. Si trattava di grosse tubazioni in piombo che facevano parte di un impianto idraulico piuttosto costoso utilizzato dalle ricche famiglie romane per portare acqua corrente all’interno dei palazzi. Questi tubi erano ricavati da lastre rettangolari di piombo su cui si era soliti stampigliare il nome del proprietario, spesso il nome del liberto idraulico e a volte un numero progressivo. Da ciò si ricavò che appartenessero all’imperatore Caligola. Quando questi morì, presumibilmente, le due navi furono affondate, nel rispetto della condanna alla damnatio memoriae.

Risorsa: Wikipedia.org

Diritti d'autore: CC 3.0

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Roma
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