Ocriticum

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Risorsa: PAsK

Diritti d'autore: CC 3.0

Ocriticum è un sito archeologico situato nel territorio del Comune di Cansano, in provincia dell'Aquila, e precisamente nell'area conosciuta coi microtoponimi di Zeppe, Pantano e Tavuto. Le testimonianze che presenta abbracciano un periodo compreso tra il Neolitico e l'Alto Medioevo, ma lo sviluppo dell'area fu massimo sotto i Romani, quando in corrispondenza della vicina e assai trafficata Via Claudia Nova sorse e si sviluppò un'area templare nota al tempo come Iovis Larene e segnata, tale la sua importanza, sulla Tavola Peutingeriana. I traffici commerciali, la religiosità e la conseguente ininterrotta frequentazione dell'area ne favorirono lo sviluppo a livello urbanistico e abitativo quanto economico (fra le testimonianze, una fornax calcaria, impianto di produzione per la calce). Fra gli altri, resti di tombe monumentali, cippi funerari o necropoli medievali. Un violento terremoto nel II secolo d.C. distrusse buona parte degli edifici, dando così inizio ad un progressivo abbandono dell'area (ormai definitivo nel VI secolo d.C.).
Gli scavi, avvenuti clandestinamente tra il XIX e il XX secolo, sono stati avviati ufficialmente solo nel 1992 e si sono conclusi nel 1997. Oggi l'intera area è protetta nel Parco Archeologico Naturalistico di "Ocriticum", gestito dal Centro di Documentazione e Visita "Ocriticum" di Cansano, che ospita parte dei reperti rinvenuti nel corso dello scavo e un'importante mostra permanente sull'emigrazione (è dunque detto pure Museo dell'Emigrazione). I reperti sono conservati pure presso il Museo civico di Sulmona e il Museo Nazionale Archeologico di Chieti.

Risorsa: Wikipedia.org

Diritti d'autore: CC 3.0

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L'Aquila
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