Duomo di Tuscania

cathedral

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Pubblico | Francese

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Diritti d'autore: CC 3.0

La grave crisi demografica che caratterizzò l'Italia, e l'Europa medievale alla metà del Trecento, ridusse la popolazione di Tuscania (Viterbo) all'epoca chiamata Toscanella, ad un terzo o forse meno degli abitanti che avrebbe potuto avere nel XIII secolo, tempo della sua massima espansione. Con certezza sappiamo che, a fronte di una popolazione stimata (tramite i dati sulla tassazione del sale e del focatico) di oltre 6.000 anime nel corso del Duecento, dal Cinquecento fino al Settecento la popolazione mai superò le 3.000 unità, con minimi inferiori ai 1.500. Conseguentemente, il giro delle mura difensive che cingeva l'abitato, progettato nel corso del XIII secolo proprio per fronteggiare l'enorme tendenza all'espansione, restò nei secoli a seguire esageratamente ampio ed inedificato e, per tale motivo, esso venne ridotto sotto il pontificato di Martino V tagliando fuori il Colle della Civita dove sorgeva l'antica cattedrale di San Pietro; quindi le funzioni ecclesiastiche ed il Capitolo vennero trasferite nella chiesa di Santa Maria della Rosa, presso la quale si collocò la nuova residenza vescovile. Ufficialmente la sede vescovile, restò in San Pietro fin quando il cardinal vescovo Giovanni Francesco Gambara la traslò (1572) nella chiesa di San Giacomo, parrocchia dell'elegante Terziere di Poggio Fiorentino.

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Viterbo
Italia

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