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Il Labirinto sotto la Cattedrale

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Architectural location
Location type: Architectural location
Location address: 53026, Pienza, Corso Il Rossellino
Numero di testi: 1
4 stars
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L’architetto Rossellino prosciugò le finanze papali, ma realizzò in poco spazio di luogo e di tempo(4 anni) un autentico capolavoro urbanistico con una piazza scenica proiettata verso la Val d’Orcia, coronata dal sontuoso palazzo pontificio, dalla splendente cattedrale, dal palazzo comunale e dai palazzi di vescovi, prelati e nobili.
Il Rossellino era dotato di grande sensibilità artistica, ma di scarsa esperienza geologica: costruì la nuova cattedrale su un terreno stabile costituito da calcare organogeno e in parte (dal transetto fino all’abside) al di là delle mura, allungata verso valle su un terreno detritico di alterazione poggiante su un banco inclinato di argilla.
Poco dopo l’inaugurazione,comparvero in ambedue i lati della chiesa profonde crepe dal tetto alla base, proprio lungo il limite di sporgenza della costruzione verso valle.
Iniziò subito una lunga serie di interventi protrattisi nel tempo fino al giorno d’oggi nell’affannoso tentativo di salvare dal crollo questo gioiello artistico.
Nel 1503 iniziò un’opera di drenaggio delle acque di percolazione che furono convogliate in un cunicolo e poi in un pozzo che fu terminato nel 1538, come si apprende da un documento che asserisce che il detto pozzo fu usato da un canonico per occultare un cadavere; perciò fu chiamato “POZZO del CANONICO”.
L’intervento decisivo fu effettuato in epoca moderna in tre fasi che si protrassero dal 1911 al 1929. Sotto l’abside sono scavati 16 pozzi di fondazione a varie profondità, fino a quella massima di 28 metri, intercomunicanti tra loro mediante gallerie longitudinali, trasversali, assiali e oblique estese su 6 livelli sovrapposti e collegati tra loro da scalinate.Il tutto si articola in un percorso di 600 metri con 671 scalini.
Le acque di stillicidio e di infiltrazione sono convogliate nell’antico “pozzo del canonico” e, dalla base di questo, attraverso un cunicolo lungo 90 metri escono nella valle sottostante in una vasca detta “fonte del Coverò”.  Sembra incredibile che un’opera artistica così armoniosa e splendida all’esterno, nasconda nelle sue viscere un inquietante aspetto claustrofobico.

Linked themes: Tecnologia e Ingegneria, Geologia, Architettura

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