Een engel / Un ange

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L'invenzione della fotografia permette agli artisti simbolisti di dotarsi di un nuovo strumento per lavorare e per interpretare la realtà e mette a disposizione dell’arte un nuovo sentimento di complicità di visione, di emozione e di creazione. Interessandosi di fotografia, praticandola e seguendo l’evoluzione delle nuove tecnologie, Khnopff fa parte di quella generazione di artisti che non sentono minacciato il proprio obiettivo creativo.
Proprio come Gustave Moreau, Alphonse Mucha, Edvard Munch e Franz von Stuck, Khnopff utilizzò la fotografia come schizzo per la composizione e come collezione di immagini del passato. E’ uno dei pochi artisti ad essersi appropriato delle inquadrature delle sue opere per ricreare nuovi originali.
Nel suo spirito artistico, Khnopff considerava ogni scatto come una nuova e originale opera, in formato ridotto, miniaturizzata per così dire. Attardandosi sull’originalità delle sue fotografie, l’artista le rilavorava una ad una, accentuandone di volta in volta qualche tratto o sfumando una zona d’ombra con la matita Conté. Preferendo la delicatezza del pastello, che sulla superficie opaca della foto non fa una grande presa, con un tocco di colore lumeggiava le labbra chiuse, un movimento dei capelli, una piega di un drappo.
Nelle sue scelte cromatiche non rispettava quasi mai l’originale e così, reinterpretando, creava una visione nuova e misteriosa di un soggetto noto (da Anne Adriaens-Pannier, in catalogue 'Fernand Khnopff (1858-1921)',
Translation by : Maria Carla Chirulli (2010)

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3, Regentschapsstraat / rue de la Régence
1000 Brussels
Belgio

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