Albarracín

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Descrizione

Albarracín è un comune spagnolo di 1.097 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Aragona. È sede episcopale unitamente a Teruel. La sua economia si basa sul turismo e sull'industria del legno.

Posta su una collina dei Monti Universales, è città medioevale su uno sperone roccioso tagliato per quattro quinti della sua estensione da un burrone generato dal fiume Guadalaviar. che crea come un fossato naturale di difesa all'abitato aggiungendosi ad una imponente cerchia di mura che terminano al Castillo del Andador. All'altitudine di 1171 metri che lo condiziona, il suo clima può classificarsi come mediterraneo di montagna con temperatura media annua di 11 °C e di precipitazioni annue di 400 mm. Abitata già in epoca preistorica come dimostrano le pitture rupestri del Rodeno, fu prima insediamento celtico, poi romano, successivamente dei goto-romani cristianizzati che la chiamarono Santa Maria de Oriente. Con la conquista islamica della penisola iberica del 711 si stabilì qui la tribù berbera degli Ibn Racin dipendente dal Califfato di Cordova. Con la disgregazione del Califfato nel 1032 si costituì indipendente in un regno Taifa musulmano durò per 94 anni fino a quando, con l'arrivo degli Almoravidi in Spagna, passò al regno di Valencia. Protetta sempre dalle mura e dal castello costruiti dagli arabi, oltre che dalla sua posizione naturale, la città compì un ulteriore rafforzamento delle mura nel secolo XII quando fu ceduta ad una nobile famiglia cristiana aragonese degli Azagra che ne fecero una signoria indipendente da Castiglia e da Aragona con un proprio vescovado. Gli Azagra diedero impulso all'economia cittadina basata sull'allevamento del bestiame, sul commercio e sull'industria della lana per la quale c'erano sodatoi, telai e mulini. Dopo il tentativo fallito di Giacomo I nel 1220, riuscì nel 1285 a conquistare Albarracin Pietro III d'Aragona e in seguito a ciò la città perse definitivamente a sua indipendenza diventando parte del regno di Aragona dal 1300. Questo succedersi di sforzi per conquistare Albarracin è dato dalla importanza strategica della sua posizione geografica e del suo sistema difensivo e lo dimostra l'impegno che misero poi i re d'Aragona, specialmente Giacomo II e Pietro IV nel restaurare, ampliare e fortificare il complesso difensivo. La città per oltre due secoli rimase chiusa entro la cerchia di mura con le sue strade strette, quasi completamente senza spazi liberi o piazze e con le case addossate le une alle altre per la necessità di utilizzare al massimo il terreno delimitato
dalle mura. Quando agli inizi del XVI secolo con l'introduzione dei nuovi mezzi di offesa militare le mura persero di valore, si costruì un barrio extramurario del Portal de Molina in pianura dove andarono alcuni gruppi famigliari, ma ciò non privò il centro montano della sua economia come dimostra l'esistenza di opifici per la fabbricazione di panni e filati fra il Castello e la chiesa di Santa Maria, barrio che venne distrutto durante la guerra d'indipendenza contro i napoleonidi agli inizi del XIX secolo. Da allora iniziò il declino della città.
La guerra civile dal 1937 al 1939 causò la distruzione di molte case, ne è seguita la ricostruzione che utilizzando anche qualche spazio resosi disponibile dalle case distrutte ma non ricostruite ha potuto dotare la città di qualche piazza e giardino lasciando però immutato l'aspetto medioevale complessivo che fa di questa piccola città un esempio quasi unico di architettura e urbanistica del Medioevo.

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