La chiesa di Santa Maria dei Ghirli, meta di pellegrinaggio, è un edificio religioso che si trova a Campione d'Italia, su un terrazzo direttamente raggiungibile dal lago mediante una monumentale scalinata doppia di quattro rampe. La chiesa contiene importanti cicli di affreschi databili dal Trecento fino al Seicento. Documentata già dall'874 quale chiesa dedicata alla Madonna, fu ricostruita durante i sec. XIII-sec. XIV. Lavori di trasformazione furono condotti tra gli anni 1623-1625 e il 1634, forse diretti dall'artista locale Isidoro Bianchi, durante i quali s'innalzò il tiburio e s'impostò la volta della navata. Il pronao tardobarocco prospiciente il lago fu concepito quale arco di trionfo dall'asse fortemente accentuato, aggiunto intorno agli anni 1720-1740, è delimitato ai lati da due colonne con l'architrave mistilineo; sulla cimasa: la Colomba dello Spirito Santo con putti e vasi; sulla volta: stucchi policromi. I semplici portici laterali sono coperti da tetti a spiovente unico. Il portico a nord poggia contro il basso campanile gotico sopraelevato nel sec. XVII, con tetto conico. Sopra il presbiterio barocco a pianta quadrata s'innalza una cupola con tiburio ottagonale scandito da finestre cieche a sesto ribassato e oculi, e sormontata da una lanterna. Il coro rettangolare allineato termina in una nicchia per altare; la sagrestia si trova posteriormente. Restauri condotti negli anni 1962-1970.
Gli affreschi esterni, scoperti negli ultimi anni dell'Ottocento, furono restaurati con criteri specialistici solo a partire dal 1962. Sulla parete esterna a sud si conserva un mirabile Giudizio universale: Cristo giudice siede su un trono d'impianto architettonico gotico, contornato da angeli riccamente abbigliati, recanti gli strumenti della Passione; ai lati: gruppi di dannati e di beati dipinti con particolare realismo; nella zona inferiore sta la raffigurazione dell'Inferno su sfondo rosso cupo, in cui sono rappresentati vari tormenti inflitti ai peccatori. Il carattere trascendentale dell'affresco viene indicato in alto dal Sole, dalla Luna e dalle figure allegoriche dei Quattro elementi . Un’iscrizione datata 1400 cita gli esecutori dell'opera, gli artisti milanesi Lanfranco De Veris e suo figlio Filippolo .
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Indirizzo: Lugano, Italia
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