Eva of De appel / Eve ou La pomme

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SYMB 5706
Una ragazza nuda si appoggia al terrapieno verdeggiante contemplando una mela che luccica. L’albero di melo, accanto a lei, si staglia contro un cielo grigio e nuvoloso. Nella monografia consacrata a De Smet, Piet Boyens vede nella mela il simbolo della tentazione e della seduzione, essendo il melo l’albero della conoscenza.
E, nell’atteggiamento di Eva che ingloba la terra con un sol gesto ma di grande potenza, l’incarnazione in un unico essere della tensione tra peccato e innocenza. Eva quindi è il simbolo della donna che istiga al male. Potrebbe anche esser vero per De Smet ma secondo noi questa interpretazione non corrisponde al significato dell’opera. Se consideriamo il maquillage, i gioielli e il vistoso diadema, intuiamo chiaramente che Eva appartiene a un ambiente nel quale il concetto di innocenza è ormai ridotto a una pura questione accademica.
Nel 1913, anno di realizzazione di quest’opera, dopo un lungo periodo di incubazione, Gustave de Smet è diventato ormai troppo artista per accettare che una sua opera sia appiattita dalla banalità dei luoghi comuni. La prospettiva e l’atteggiamento particolari, associati a una Eva quanto meno avvisata, che sa perfettamente perché la mela brilli così intensamente, sono elementi che ci fanno dedurre che l’artista accordava più attenzione alla qualità artistica della sua opera che ai cliché aneddotici.
(da Frederik Leen, 'Le musée caché : A la découverte des réserves', Bruxelles, MRBAB, 1994, P. 226-227 )
Translation by : Maria Carla Chirulli (2010)

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3, Regentschapsstraat / rue de la Régence
1000 Brussels
Belgio

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