Source: Willem Vandenameele
La Piazza della Sala prende il nome dal ruolo che svolgeva ai tempi dei Longobardi, quando qui sorgeva il curtis domini regis, ovvero palazzo del Gastaldo.
Successivamente divenne il mercato alimentare quotidiano. Piccole botteghe con porte in legno, panchine in pietra e tetti fortemente aggettanti sorretti da mensole in legno sviluppate su tutti i lati della piazza e nelle vie adiacenti. L'organizzazione del mercato alimentare era nelle mani dell'Opera di San Jacopo, che concedeva licenze di esercizio e legalizzava i catasti dei commercianti, controllando anche l'ubicazione e la disposizione delle bancarelle, che ogni aprile venivano assegnate a sorte.
Nel 1451 l'Opera vietò la macellazione degli animali all'aperto e ordinò la costruzione di un pozzo nelle vicinanze. Il decreto prevedeva che l'esterno del pozzo fosse configurato per facilitare il pompaggio dell'acqua: il parapetto fu quindi sostituito da un parapetto rotondo in marmo affiancato da due colonne ioniche sormontate da un architrave che sorreggeva una carrucola. Diviso in tre fasce di marmo bianco e verde, l'architrave era decorato con stemmi, iscrizioni e cornici.
La loggia "con il lastrone dove si vende il pescio", oggi scomparsa, era riservata alla vendita del pesce e diede il nome all'attuale Via del Lastrone. Nel 1452 fu lastricata la piazza della Sala.
Nel 1529, sopra l'architrave del pozzo, fu collocato un leone di arenaria, che sorreggeva con la zampa sinistra lo stemma a scacchi della città, a commemorare l'ultimo dominio di Firenze su Pistoia tramite il Marzocco fiorentino. Da quel momento il pozzo prese il nome di Pozzo del Leoncino.
Nel 1564 le case e le botteghe dell'Opera di San Iacopo furono demolite per costruire un nuovo palazzo sul lato sud. Il restante spazio era riservato ai venditori di ortaggi. Nel 1891 furono costruite bancarelle permanenti coperte senza preoccuparsi di dotare il mercato di servizi igienici. Tra il 1936 e il 1938 le stalle permanenti furono sostituite da tribune in muratura a rulli, danneggiate dai bombardamenti durante la guerra, così come il pozzo.
Nel 1954, durante i lavori di restauro del Pozzo del Leoncino, fu costruita una struttura in cemento armato al centro della piazza con funzione di mercato coperto, che suscitò molte polemiche. Nel 1989 la gabbia fu demolita e il Pozzo del Leoncino fu ricollocato al centro della piazza, nuovamente adibito alla vendita degli ortaggi.
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